Finanziaria 2007: comuni in pressing

Comuni in pressing sul governo per mitigare i sacrifici imposti dalla Finanziaria. Dall’anticipo al 2007 della compartecipazione dinamica all’Irpef al dietrofront sull’esclusione dal saldo finanziario delle opere inserite nella legge obiettivo, dalla sospensione delle sanzioni per i comuni che non rispetteranno il patto di stabilita’ 2006 alla neutralizzazione dei tagli ai trasferimenti contenuti nel decreto fiscale, e’ un lungo elenco di lamentazioni quello approvato dal consiglio nazionale dell’Anci e sottoposto all’attenzione del governo e dei senatori di maggioranza e opposizione. Le rivendicazioni dell’Associazione dei comuni sono al centro dei lavori della commissione bilancio di palazzo Madama. E mentre alcune acquisizioni sono ormai certe, su altre il cammino sembra ancora lungo. Anche se, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i senatori dell’Unione e della Casa delle libertà avrebbero trovato in queste ore larga convergenza su molte delle richieste dei comuni che stanno perciò alla finestra aspettando di vedere cosa farà il governo. Vediamo dunque le novità in arrivo. Pubblicità Compartecipazione Irpef. È certo che la compartecipazione dinamica dei comuni al gettito dell’Irpef partirà già dal 2007 e non dal 2008 come inizialmente previsto nel testo originario della manovra. Questo permetterà ai municipi di mettere in cassa le nuove entrate un anno prima (nel 2008 anziché nel 2009). Legge obiettivo. Sull’esclusione dal patto di stabilità delle opere inserite nella legge obiettivo, sembra ormai molto probabile un ripensamento da parte del governo. L’emendamento inserito a sorpresa dall’esecutivo ha fatto andare su tutte le furie i vertici dell’Anci che hanno stimato in circa 250 milioni di euro il possibile aggravio per i comuni. Infatti, l’esclusione dal saldo finanziario delle opere produce un aumento degli obiettivi dei singoli comuni e quindi dell’impatto complessivo della manovra. ´Solo per il comune di Ancona il sacrificio ulteriore sarebbe di 1,2 milioni di euro’, dice a ItaliaOggi il vicepresidente dell’Anci, Fabio Sturani, ´si tratta di un emendamento inaccettabile perché l’effetto è di scaricare sull’intero comparto dei comuni gli investimenti fatti da pochi enti. Come se i cittadini di Ancona dovessero pagare i soldi spesi per la metropolitana di Milano’. In ogni caso, sembra molto probabile che l’emendamento venga ritirato. Su questo i senatori di maggioranza e opposizione sono d’accordo. Non resta che vedere cosa farà il governo. Patto di stabilità 2006 e imposta sulla pubblicità . Un’altra richiesta su cui Unione e Cdl sono in sintonia è la sanatoria per i comuni che non rispetteranno il patto di stabilità 2006. L’Anci chiede la disapplicazione delle sanzioni, magari prevedendo anche incentivi ai comuni virtuosi. A questo starebbe pensando la senatrice Simonetta Rubinato (gruppo per le autonomie) che ha proposto un emendamento in base al quale i comuni in regola col patto 2006 avrebbero la possibilità di spendere liberamente l’avanzo di amministrazione, senza computarlo nel saldo 2007. Unità di intenti tra i poli vi sarebbe infine su altre due richieste dei comuni: l’utilizzo più elastico degli oneri di urbanizzazione e la correzione della norma in materia di imposta sulla pubblicità che tassando solo le insegne superiori ai 5 metri quadri peserà sui conti degli enti locali per 250 milioni di euro (si veda ItaliaOggi dell’1/12/2006). Tagli ai trasferimenti. Più difficile, invece, che venga accolta l’ulteriore richiesta Anci di neutralizzare il taglio ai trasferimenti, realizzato con l’applicazione del decreto fiscale, mediante un aumento dei contributi 2007 pari a 600 milioni di euro da finanziare con le maggiori entrate sopravvenute. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sul punto verrà approvato un ordine del giorno che rimanderà tutto alla seconda trimestrale di cassa dell’anno prossimo. Se ci saranno più entrate fiscali, aumenteranno i trasferimenti ai comuni. Codice delle autonomie. Continua intanto la marcia di avvicinamento alla presentazione ufficiale della nuova Carta delle autonomie che, come promesso dal ministro dell’interno, Giuliano Amato, vedrà la luce prima della fine del 2006. Ieri al Viminale c’è stato un incontro interlocutorio tra i rappresentanti degli enti locali e i ministri Amato e Lanzillotta. Regioni e autonomie hanno manifestato alcune perplessità sull’impostazione generale della nuova bozza di ddl delega elaborata dal governo per il varo del nuovo Codice delle autonomie. Governatori, presidenti di provincia e sindaci attendono una risposta da parte del governo sulla proposta di intesa interistituzionale che ritengono essenziale per l’attuazione del titolo V della Costituzione. Tra gli obiettivi evitare di moltiplicare i livelli di governo, che significa anche lo scioglimento dei consigli provinciali e comunali con l’istituzione delle città metropolitane. ´Per Roma ad esempio’, ha spiegato Fabio Sturani, ´se l’area metropolitana coincide con la provincia, quest’ultima dovrebbe sparire mentre alcune funzioni del comune dovrebbero passare ai municipi’. Un giudizio positivo sull’incontro di ieri al Viminale è arrivato invece dal presidente dell’Upi Fabio Melilli. ´Dopo il nostro documento unitario abbiamo trovato una sostanziale condivisione da parte dei ministri Lanzillotta e Amato’. Per quanto riguarda la funzione delle province nel nuovo Codice, Melilli ha ribadito che saranno quelle di ´area vasta’, con competenze connesse ai servizi per il territorio. ´Funzioni che saranno eventualmente acquisite dalla città metropolitana, ha aggiunto, quando dovesse coincidere con lo stesso territorio. Se invece la nuova area coprisse solo parte della preesistente provincia, ha precisato, spetterà agli enti promotori definire una soluzione’.

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