I fondi comuni di investimento sono strumenti del risparmio gestito che possono essere definiti come una sorta di cassa comune dove confluisce il denaro di moltissimi risparmiatori che viene poi investito dagli intermediari (detti anche money manager) come fosse un unico patrimonio. In Italia i fondi comuni sono stati istituiti nel 1983 anche se, a quella data, esistevano già una decina di fondi di diritto lussemburghese. I fondi comuni, essendo gestiti da professionisti del settore, hanno permesso all’investitore italiano di sottoscrivere investimenti aderenti al proprio profilo finanziario, in termini di rischio/rendimento. Inoltre attraverso i piani di accumulo hanno avvicinato al mercato anche coloro che momentaneamente non disponevano di sostanziosi risparmi. E’ indispensabile, però, scegliere attività finanziarie i cui rendimenti non si muovano nella stessa direzione. In relazione agli obiettivi finanziari, al rischio e al rendimento atteso il risparmiatore può scegliere tra diversi tipi di fondi: bilanciati, obbligazionari, azionari, di liquidità e flessibili. I fondi bilanciati investono sia in azioni che in obbligazioni. Si distinguono in bilanciati obbligazionari, bilanciati bilanciati e bilanciati azionari, dal livello di rischio crescente in base alla percentuale di azioni ed obbligazioni presenti in portafoglio. I fondi obbligazionari investono principalmente in titoli di Stato ed in obbligazioni e si caratterizzano per un grado di rischio generalmente minore dei fondi azionari. I fondi azionari investono prevalentemente in azioni e, generalmente, si caratterizzano per un alto grado di rischio, che aumenta, a causa della minore diversificazione, con il crescere del livello di specializzazione. I fondi liquidità investono in strumenti del mercato monetario a breve termine, con una durata media finanziaria non superiore a sei mesi. Infine i fondi flessibili, la cui politica di investimento può continuamente variare in relazione all’andamento dei mercati finanziari. Essi non definiscono il mercato e/o il settore in cui investono, ma cercano di cogliere le migliori opportunità. Per questi fondi, pertanto, non è possibile individuare un parametro di riferimento (cosiddetto benchmark) rappresentativo del profilo di rischio-rendimento del mercato oggetto di investimento.
