Rinegoziazione Mutui: attenzione a lettere banche con omissioni ed errori

Questa volta all’attacco degli Istituti bancari in difesa dei consumatori è l’associazione Altroconsumo, che ha presentato una denuncia alla Banca d’Italia e al Ministero dell’Economia e delle Finanze per l’assenza di trasparenza delle “informazioni da parte dei più grossi gruppi bancari a un milione e 200mila clienti mutuatari italiani e per la mancata applicazione della convenzione Tremonti del giugno scorso
”.
E’ la stessa convenzione , infatti, all’articolo 5, che impone che la proposta sia effettuata nel rispetto della disciplina sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari, con modalità di comunicazione chiare e comprensibili.
Altroconsumo punta il dito, in particolare, contro sei gruppi: Unicredit, Intesa San Paolo, Ubi Banca, Monte Paschi, Popolare di Sondrio e Banca Toscana.
Secondo l’associazione dei consumatori, le lettere che queste banche stanno inviando ai propri clienti sulla rinegoziazione dei mutui non contengono il piano d’ammortamento, senza il quale è incomprensibile capire la reale rata da pagare a partire da un dato momento e il capitale residuo di finanziamento, oltre all’evoluzione del tasso variabile dal momento della stipula del primo contratto. Inoltre, le lettere abbondano di errori di calcolo e omissioni. Manca anche l’ISC, (l’indicatore sintetico di costo), che fornisce il costo effettivamente pagato dal risparmiatore per tutta l’operazione. Non c’è chiarezza sul tasso a regime del mutuo e in alcune delle lettere manca qualunque riferimento al parametro di indicizzazione, alle modalità della sua rilevazione (ultimo giorno lavorativo, media del mese precedente) e allo spread. Indicazioni sul capitale residuo erano diverse rispetto a quelle usate per il calcolo della rata.
Il motivo?
Non si è tenuto conto dell’aumento dei tassi.
L’invito di Altroconsumo (come quello di molte altre Associazioni di consumatori) ai clienti delle banche è chiaro: senza trasparenza delle informazioni, NON ACCETTARE la proposta di rinegoziazione della banca. Per l’associazione, si tratta “dell’ultima spiaggia del mutuatario: con l’illusione di una rata d’importo inferiore ci si lega mani e piedi alla stessa banca per un periodo più lungo, a volte di oltre 25 anni”.

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