Molti si chiedono se finalmente scenderanno le rate dei mutui dopo il taglio dei tassi della Bce.
Purtroppo molti andranno incontro ad una delusione: anche la prossima rata sarà sullo stesso livello delle precedenti.
L’Euribor, il parametro di riferimento per i mutui a tasso variabile, infatti, si è mostrato del tutto impermeabile alla politica del denaro meno caro decisa dalla Bce.
Il taglio di mezzo punto dei tassi dal 4,25% al 3,75% si è ripercosso solo in minima parte sugli indici di mercato, dai quali dipendono le rate dei mutui, mentre il parametro della Bce non ha, praticamente, alcuna importanza.
L’Euribor a un mese è sceso di 9 centesimi, quello per durate superiori è addirittura salito nonostante il taglio.
Ma perché questa anomalia? Per rispondere a questa domanda bisogna ricordare che i due tassi hanno natura differente. Quello della Bce è in un tasso di sistema in quanto serve a determinare la politica monetaria, l’Euribor invece rappresenta il costo al quale le banche decidono di scambiarsi i prestiti.
Da quando è scoppiata la mina dei mutui subprime la liquidità sui mercati si è ridotta, facendo salire il costo dei finanziamenti.
Ma, soprattutto, le banche non si fidano più e fanno fatica a concedere prestiti ad altri istituti per il timore che in bilancio possano avere perdite legate al possesso dei titoli tossici che stanno avvelenando i mercati. Questa insicurezza ha fatto si che l’Euribor oggi viaggi addirittura un
punto e mezzo più in alto del tasso della Bce. In situazioni normali lo scarto è di 15/20 centesimi. Finché la crisi non sarà rientrata, difficilmente l’Euribor tornerà sulla terra.
Il taglio dei tassi sui mutui non taglia la rata
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