Tra le terminologie utilizzate nel campo finanziario e non sempre di facile comprensione, troviamo il leasing, meglio conosciuto come locazione finanziaria. Il termine deriva dal verbo inglese “lease” e significa prendere in prestito qualcosa, in questo caso richiedere una somma di denaro.
Si tratta in realtà di un contratto in cui un soggetto (identificato con il termine di locatore) concede ad un utilizzatore il diritto di usufruire di un determinato bene pagando un canone mensile ben preciso.
A livello finanziario le figure che entrano in gioco sono l’utilizzatore (il soggetto che richiede il bene), l’intermediario finanziario (il cosiddetto locatore) e il fornitore che garantisce concretamente l’immobile o il bene richiesto.
Il prodotto viene scelto dall’utilizzatore che interagisce direttamente con il fornitore, stabilendo i termini del contratto, oppure si serve di un intermediario finanziario che prenderà una percentuale sul valore concordato. Non appena la durata del contratto sarà conclusa (e le quote pattuite saranno state versate) il bene (o l’immobile) diventerà di proprietà dell’utilizzatore che potrà disporne come meglio crede.
Tra le responsabilità assunte da coloro che sottoscrivono il contratto vi è anche la cura ed il mantenimento dell’immobile, che deve essere sempre in ottimo stato (a tal proposito c’è tutta una precisa normativa sull’argomento: decreto legge 242/96 e successive modifiche all’articolo 6.2 del decreto legge 626/94).
