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Credito al consumo, impalpabile trasparenza (1°parte)

Compri oggi e paghi domani! E’ uno slogan che gli italiani conoscono benissimo, perché, negli ultimi anni, ha fatto impennare la percentuale degli acquisti effettuati tramite il credito al consumo. E’ vero infatti che le offerte proposte attraverso mirate campagne pubblicitarie hanno convinto anche i consumatori più restii ad abbandonare il pagamento in contanti per passare a quello a rate.
Un metodo semplice ed efficace che consente di acquistare subito un bene, come l’auto, il frigorifero, la televisione, o in generale ogni elettrodomestico per poterlo poi ripagare con piccole e “comode” rate, ogni mese. Il tutto senza spese o, al limite con una percentuale molto bassa, relativa ai tassi d’interesse.
Ma è proprio sugli interessi che bisogna prestare molta attenzione. Ecco perché, di pari passo con il boom del pagamento rateale c’è sempre stata anche una campagna, da parte delle Associazioni dei Consumatori, nel mettere in guardia gli italiani da possibili fregature. Quali? In prima linea bisogna fare attenzione al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che comprende tutte le spese legate al finanziamento e che non è sempre ben evidenziato in fase di stipula del contratto. Anzi, secondo una recente indagine, condotta da Altroconsumo, su 285 offerte di rateizzazione, addirittura nel 70% dei casi, non è stata fornita alcuna informazione o i dati sul TAEG, forniti al consumatore, erano sbagliati.
Tags: Credito al consumo, rate